𝐁𝐀𝐒𝐓𝐀 𝐒𝐂𝐀𝐑𝐈𝐂𝐀𝐑𝐄 𝐈𝐋 𝐏𝐄𝐒𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐑𝐈𝐒𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐅𝐀𝐌𝐈𝐆𝐋𝐈𝐄 –

E’ arrivata oggi l’analisi dell’ONF (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) di cui alleghiamo lo studio.

Come associazione attiva e presente sul territorio provinciale di Reggio Emilia ci troviamo già oggi ad affrontare ansie e preoccupazioni di dittadini che prima dell’arrivo del temutissimo inverno corrono a chiedere aiuto, per capire cosa dicano i loro contratti e cosa possono fare per ottimizzarne l’impatto delle prossime spese.

“Se non riusciamo a pagare entrambe le bollette è vero che consigliate di salvare l’elettricità?”
“Se salto una rata del mutuo o due, cosa mi consigli di fare? Ho un’assicuazione? Cosa dice?”
“ Esistono delle forme di aiuto per la spesa anche per famiglie come la mia dove entrambi lavoriamo ma siamo senza buoni pasto e abbiamo 3 bambini in casa? Cosa faccio non gli faccio più mangiare la verdura, o la carne?”

Sono alcune delle domande, che declinate in mille modi diversi, ci hanno accolti a fine agosto e in questi primi giorni di settembre. La preoccupazione è elevatissima e i consumatori hanno ragione.

Continuiamo nel nostro lavoro, nel controllare contratti, analizzare bollette, cercare soluzioni, parlare con l’utenza, fare formazione e insistiamo nel lanciare un grido d’allarme da ogni provincia e anche da Reggio Emilia. Ma, purtroppo, ad oggi sembra ancora inascoltato.

Anche questo autunno le famiglie si trovano davanti a una nuova ondata di aumenti: luce, gas, alimentari, materiale scolastico, spese sanitarie. Tutto ciò che serve per vivere, curarsi e mandare avanti una famiglia costa sempre di più.

E mentre il costo della vita continua a salire, a pagare il conto sono sempre gli stessi: i consumatori.

Che siano lavoratori o pensionati, disoccupati, genitori, famiglie numerose, persone che vivono da sole.

Quest’autunno le difficoltà cresceranno almeno come l’inflazione.


𝐍𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞.
E’ legittimo e anche dimostrativo di una grande attenzione e proeccupazione ma non può essere il singolo cittadino a dover gestire sulle proprie spalle un’emergenza che non è più emergenza, ma è diventata strutturale.
Non possiamo continuare a chiedere alle famiglie di tagliare, rinunciare, scegliere cosa pagare e cosa rimandare, mentre chi governa si limita a inseguire gli aumenti quando ormai sono già arrivati nelle tasche (ormai vuote) di lavoratori e pensionati.

𝐒𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐥𝐭𝐞 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐭𝐚𝐦𝐩𝐨𝐧𝐞. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐝𝐞, 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐭𝐮𝐫𝐞.

Prima ancora, però, serve una cosa che sembra ormai rivoluzionaria: capire davvero cosa stia accadendo, ammetterlo e poi agire concretamente.


Perché 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐳𝐳𝐢, 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐦𝐞𝐜𝐜𝐚𝐧𝐢𝐬𝐦𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐨 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐢, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚 𝐫𝐢𝐧𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐳𝐞.

E a pagare saranno ancora una volta le famiglie.

Come associazione per la tutela dei consumatori continueremo a denunciare questa situazione e a chiedere risposte concrete e a metterci a disposizione di chi chiederà il nostro aiuto.

La crisi però non può diventare la normalità. E la povertà non può essere il prezzo che i cittadini devono pagare per l’assenza di scelte politiche.


Chiediamo anche alla politica locale e alle amministrazini della nostra provincia, dal capoluogo ai comuni, di intervenire, di procedere con richieste rivolte al Governo per richiedere ciò che Federconsumtori chiedere da tempo:

  • L’adozione di un taglio delle accise congruo, di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 25 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo e non in modo spot, per pochi giorni, come fatto finora.

  • Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali (con un risparmio che l’O.N.F. ha calcolato pari a oltre 530 euro annui a famiglia).

  • Un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia.

  • La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili.

  • Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.

  • Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche.

  • La definizione di una reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche (e non solo): una misura di equità, ben diversa dall’anticipo della tassazione già dovuta.



DI SEGUITO IL CALCOLO DEGLI AUMENTI:

Come ogni anno, al rientro dalle vacanze (per chi se le è potute permettere), ad attendere le famiglie c’è un vero e proprio “autunno caldo”. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha calcolato l’importo della stangata autunnale 2026, che torna a crescere in modo sensibile e ben al di sopra del tasso di inflazione: ammonterà a 2.959,42 euro (+7,2% sul 2025) solo per le spese che ricadono tra settembre e novembre.

Si arriva a questi importa da capogiro sommando le spese per le bollette di acqua, luce, gas e telefonia, la TARI, i libri e il materiale scolastico, la salute (visto che molti rimandano al rientro dalle vacanze l’appuntamento con visite e accertamenti) e, per chi pratica sport, le iscrizioni alle attività sportive. A pesare di più sono le bollette, che segnano un balzo del +14,3%, con in testa le spese di luce e gas che, nei prossimi mesi, subiranno importanti aumenti viste le ripercussioni della complessa situazione internazionale. Nel dettaglio, il nostro Osservatorio prevede rialzi del +16,4% per l’energia elettrica e del +18,8% per il gas.

Ma non finisce qui: a queste spese “caratteristiche” del periodo, si aggiungono ulteriori voci che continuano a gravare sui bilanci familiari con incrementi degni di nota. Per chi non ha il riscaldamento autonomo (conteggiato nella bolletta del gas) la prima rata del riscaldamento condominiale sale a 462,60 euro, con un rincaro del +15,7%. Anche chi opta per soluzioni differenti, come sistemi alimentati a pellet, ci saranno brutte sorprese all’orizzonte, con rincari registrati di oltre il +32%.

Sul fronte dell’alimentazione, versante sul quale le famiglie continuano ad operare tagli e rinunce, la spesa cresce del +1,9%. Aumentano anche i costi condominiali, che salgono del +3,6%. Ma il vero campanello di allarme è rappresentato dai carburanti, fronte sul quale si registra un aumento del +22,8%.



Stangata autunnale

2025

2026

Var. %





Settembre-novembre

 

 

 

Scuola (libri, dizionari, parte del corredo)

995,90 €

1.014,72 €

+1,9%

Esami/visite mediche

281,90 €

284,90 €

+1,1%

Bollette (acqua, luce, gas, telefonia)

1.120,70 €

1.280,50 €

+14,3%

Tari (seconda rata)

182,90 €

192,80 €

+5,4%

Attività sportiva (x2 persone)

179,00 €

186,50 €

+4,2%

TOTALE

2.760,40 €

2.959,42 €

+7,2%





Alimentazione

1.697,50 €

1.729,60 €

+1,9%

Benzina

508,50 €

624,45 €

+22,8%

Condominio

465,00 €

481,60 €

+3,6%

Riscaldamento (prima rata)

399,70 €

462,60 €

+15,7%



Fonte: Elaborazioni O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori su dati Istat, MIMIT, O.N.F.

In un contesto di stipendi e pensioni fermi, e di potere d’acquisto sempre più ridotto, questi dati devono mettere il Governo di fronte alla realtà: senza un sostegno alle famiglie e un serio argine ai fenomeni speculativi, aumenti di questa portata rischiano di comprimere ulteriormente i consumi, con evidenti ricadute negative sull’intero sistema economico e produttivo.



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