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Perché questa guida?

Con questa “Guida a puntate” Federconsumatori Reggio Emilia APS intende illustrarti cos’è la previdenza integrativa, quali sono le forme pensionistiche integrative alle quali è possibile aderire e cosa è necessario conoscere per scegliere in modo informato il piano previdenziale e di risparmio più adatto alle tue esigenze.
Questa “guida a puntate” si comporrà di SETTE CAPITOLI di approfondimento come questo, accoppiati a video esplicativi. In queste sette puntate esploreremo ogni dettaglio del risparmio previdenziale e, ad ogni video + articolo, seguirà una conferenza on line, dove risponderemo a dubbi e domande.

I consumatori potranno quindi approfondire con calma e confrontarsi con esperti e professionisti. Sarà inoltre sempre possibile ri-consultare le puntate precedenti o prendere un appuntamento (chiamando lo 04522/433171) per discutere nel dettaglio del proprio caso personale.
Entriamo nel dettaglio: l
a previdenza integrativa è uno strumento di risparmio e di assistenza, che educa a pensare al futuro, non solo in termini previdenziali: è possibile chiedere un anticipo al fondo per l’acquisto della prima casa, o per necessità urgenti di salute, in caso di perdita del lavoro o per altri motivi.
La nostra guida a puntate si comporrà in questo modo:

         CAPITOLO UNO

  1. Perché la previdenza integrativa
  2. quali sono le forme di previdenza integrative
  3. quali sono le differenze tra le diverse forme di previdenza integrativa
    CAPITOLO DUE
  4. l’adesione
  5. come contribuire
    CAPITOLO TRE
  6. I vantaggi fiscali
  7. quali sono le scelte di investimento possibili
    CAPITOLO QUATTRO
  8. prestazioni prima del pensionamento (anticipo, riscatto e trasferimento)
    CAPITOLO CINQUE
  9. prestazioni al pensionamento
    CAPITOLO SEI
  10. come controllare la tua posizione individuale
  11. chi vigila sulla previdenza integrativa
    CAPITOLO SETTE
  12. per saperne di più


CAPITOLO UNO

La Previdenza Integrativa è una forma di risparmio per bisogni di importanza primaria, sicura e incentivata fiscalmente dallo Stato.

Perché la previdenza integrativa

Le riforme degli anni’ 90 hanno cambiato radicalmente il sistema previdenziale italiano eliminando i principali fattori di squilibrio. Le diverse riforme previdenziali oltre ad aver aumentato l’età per accedere alla pensione, hanno modificato il meccanismo di calcolo per la determinazione dell’assegno. Se fino ad oggi la pensione pubblica garantiva un trattamento pari al 75-80% dell’ultimo stipendio, un domani non troppo lontano la copertura potrebbe essere del 50-60%.
Queste percentuali possono essere nettamente inferiori in quanto la pensione varia in funzione dell’ammontare della retribuzione (della aliquota applicata in relazione al rapporto di lavoro), dalla continuità del rapporto di lavoro e dall’andamento del PIL (che rivaluta i tuoi contributi). Sono tante le incognite e le variabili che incideranno sulla percentuale della Pensione Pubblica. E’ quindi necessario, da prima possibile, integrare il trattamento dell’INPS con la previdenza integrativa.

Quali sono le forme di previdenza integrativa

Ci sono tre categorie di fondi pensione:

a) i fondi negoziali o contrattuali ai quali possono aderire i lavoratori dipendenti privati e pubblici, ad esempio, per i lavoratori della meccanica c’è il fondo nazionale Cometa, Fonchim per i chimici, Espero per i dipendenti della scuola e così via.

b) i fondi aperti ai quali possono aderire tutti i lavoratori sia dipendenti sia autonomi o liberi professionisti in modo collettivo (accordi aziendali, di studi professionali o servizi o tra lavoratori) o individuale.

c) i PIP, piani individuali pensionistici che sono solo ad adesione individuale.

Quali sono le differenze tra le diverse forme di previdenza integrativa

La scelta di un fondo pensione integrativo è un momento che talvolta crea agitazione: tanto è maggiore l’offerta e l’importanza di scegliere un risparmio previdenziale adeguato, tanto maggiore è il rischio di sbagliare. Molti consumatori, spesso non consapevoli delle differenze tra i fondi pensione, perdono vantaggi importanti e pagano costi altissimi di gestione, perché non fanno la scelta migliore per loro stessi.

I lavoratori dipendenti “dovrebbero aderire ad un fondo contrattuale” ottenendo così anche un contributo dall’azienda. Si tratta di forme associative, con costi bassi rispetto alle forme private, verifica i costi sul sito della Covip.
I lavoratori autonomi, i liberi professionisti o i parasubordinati, invece, hanno a propria disposizione i fondi pensione aperti o anche i piani individuali pensionistici.
I fondi pensione sopra richiamati sono in concorrenza tra loro, in particolare per la differenza che sussiste tra forme collettive (fondi Negoziali) e forme private (fondi Aperti e Pip).

Il video che approfondisce questo primo capitolo lo trovi qui

Per Federconsumatori Reggio Emilia Rino Soragni & Lucia Lusenti L.R. 4/17 annualità 2021

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  • Categoria dell'articolo:BANCHE E ASSICURAZIONI
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